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CCI - Centro di ricerca sulla cooperazione internazionale

Sede: via Salvecchio 19 24129 - Bergamo - Città alta
Telefono: 035 2052240
Fax: 035 2052221
E-mail: cci@unibg.it

Il CCI - Centro di ricerca sulla cooperazione internazionale ha termimato le proprie attività il 30 marzo 2016.


Il Centro ha come obiettivo la promozione della cooperazione internazionale attraverso l'interazione con diverse componenti scientifiche delle Università, della rete delle Cattedre UNESCO, degli organismi internazionali, delle istituzioni, delle autorità politiche e degli attori della società civile. Il centro fornisce supporto a tre aree: la Cattedra UNESCO "Diritti dell'uomo ed etica della cooperazione internazionale" istituita con accordo tra l'Università di Bergamo e l'UNESCO, l'area "Finanza e sviluppo" e la Comunità di Ricerca "Culture, religioni, diritti, nonviolenza".


La finalità della Cattedra è approfondire la ricerca sui principi etici che sono alla base di una cooperazione fondata sull'effettività dei diritti dell'uomo attraverso partenariati fra Cattedre Unesco, organismi internazionali, centri di ricerca e università. Si rivolge a studenti, docenti, ricercatori interessati all'approfondimento di questi temi e alla loro applicazione nei diversi contesti socio-culturali.

Vai al sito Cattedra UNESCO

L'area Finanza e Sviluppo ha come obiettivo di approfondire il tema del contributo della finanza allo sviluppo economico, con particolare interesse per lo studio di modalità innovative di intermediazione finanziaria applicabili a contesti e Paesi con difficoltà di crescita economica. In questo quadro, viene dato particolare rilievo al fenomeno della microfinanza. L'area, grazie a una donazione della Fondazione Giordano Dell'Amore, è dotata di una biblioteca specializzata e pubblica la rivista "Savings and Development", che ha diffusione internazionale.

Vai al sito Finanza e Sviluppo

La Comunità di Ricerca "Culture, religioni, diritti, non violenza" si propone di studiare l'opera e la figura di Raimon Panikkar, promuoverne la conoscenza attraverso pubblicazioni scientifiche e alta divulgazione, incontri, convegni, laboratori e attività educative, costituire relazioni aperte e "di rete" con altri, singoli o istituzioni, che operino sulla base di un'ispirazione panikkariana, oppure che mettano in campo una ricerca in qualche modo connessa con le tematiche trattate.

Vai al sito CRND