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Centro di studi sui linguaggi delle identità

Sede: piazza Rosate 2 24129 - Bergamo - Cittā alta
Telefono: 035 2052705
Fax: 035 2052709
E-mail: zebra@unibg.it


Centro attualmente NON operativo

Coordinatore del centro: Valeria Gennero

 

Ma Harry! Tu rivivi, quando evoco la tua immagine davanti a me. Ti vedo, in carne e ossa come da vivo; e la tua esistenza io la posso rendere accessibile anche agli altri. [...] Tu ti confondi con mille forme strane, i centauri della fantasia; per metà veri e umani, per metà selvatici e grotteschi. Invenzioni divine, quasi divinità essi stessi, calano nei boschetti delle nostre Tessaglie, e lì, nell'abbraccio delle reminiscenze di selvatiche driadi, generano le creature che stupiscono il mondo. Oh Harry! La tua immagine, che ora si aggira nei boschetti della mia Tessaglia, è la stessa di sempre; e fra i branchi confusi di creature e centauri, tu spicchi come una zebra in mezzo agli alci, [...] creolo quadrupede morbido come la seta.

Herman Melville, Redburn (1849), cap.50

Chi è ZEBRA? Un centro studi su racconti, intersezioni e transiti della contemporaneità.
Nel 1998, al momento della fondazione del Centro, l'allora coordinatore, Mario Corona, docente di Letteratura anglo-americana all'Università di Bergamo, così ne definiva la fisionomia:

...In questo particolare momento, dopo decenni di intensissimi sviluppi degli studi specifici sul "gender" e sulle culture minoritarie, che hanno peraltro investito e profondamente trasformato le istituzioni e le realtà sociali preesistenti, sembra farsi strada l'esigenza di una riflessione incrociata che si misuri con i diversi linguaggi delle diverse identità, nuove e antiche, minoritarie e maggioritarie, femminili e maschili, dominate e dominanti, subalterne ed egemoni, periferiche e centrali, nomadiche e stanziali, nelle loro configurazioni e intersezioni storiche, geografiche, antropologiche, politiche. Di questa esigenza il Centro è pienamente partecipe. Zebre, centauri, driadi, cyborg, alieni e altre strane creature ci faranno da guida...

 

Obiettivi del Centro Zebra

Il Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità, costituitosi nel 1998 nella Facoltà di Lingue e Letterature straniere (ora Dipartimento di Lingue, letterature e comunicazione) dell'Università degli Studi di Bergamo, si propone di indagare i modi in cui la scrittura letteraria, ma anche cinematografica e mediatica, esprime la crisi del soggetto moderno e postmoderno. In questa analisi si porrà un'attenzione particolare alle nozioni di "gender" (ovvero di identità sessuata culturalmente costruita) e di differenza.

Il punto di partenza della nostra indagine è costituito dalle elaborazioni critiche svolte nell'ultimo trentennio negli Stati Uniti, ma anche nelle altre aree anglofone, luoghi di confronto e di conflitto fra identità multiple e intrecciate: culturali, sessuali, religiose, etniche, razziali, di classe. Ancor più della Gran Bretagna, dove semmai è accentuata la dimensione post-coloniale, gli Stati Uniti, per il loro pluralismo costitutivo e per gli incessanti e massicci flussi migratori e immigratori che li percorrono, si sono dimostrati il terreno ideale per il più pieno sviluppo (e talvolta l'esplosione) delle problematiche legate alle identità e alle differenze. Dalla vita sociale queste problematiche si sono rapidamente trasferite nelle scuole e nelle università, che, legate alle dinamiche di mercato, di competitività e di sopravvivenza, sono da tempo diventate un laboratorio sociale fra i più attivi e cruciali, e un punto di osservazione culturale fortemente significativo.

In questo particolare momento, dopo decenni di intensissimi sviluppi degli studi specifici sul "gender" e sulle culture minoritarie, che hanno peraltro investito e profondamente trasformato le istituzioni e le realtà sociali preesistenti, sembra farsi strada l'esigenza di una riflessione incrociata che si misuri con i diversi linguaggi delle diverse identità, nuove e antiche, minoritarie e maggioritarie, femminili e maschili, dominate e dominanti, subalterne ed egemoni, periferiche e centrali, nomadiche e stanziali, nelle loro configurazioni e intersezioni storiche, geografiche, antropologiche, politiche. Di questa esigenza il Centro è pienamente partecipe. Zebre, centauri, driadi, cyborg, alieni e altre strane creature ci faranno da guida.

Per quanto riguarda il rapporto fra la situazione culturale italiana e quella di altri paesi, il nostro lavoro parte da esperienze prevalentemente statunitensi, senza volersi però limitare a un ambito disciplinare specialistico, ma anzi rapportandosi ai contesti europei e a quello nazionale. In questo senso consideriamo nostri primi interlocutori i colleghi anglisti, per ovvie ragioni, ma anche i cultori di teoria letteraria e di letterature europee, e fra loro gli italianisti, in quanto studiosi della cultura cui il comitato promotore del Centro appartiene, entro cui opera, e dalla quale rivolgiamo lo sguardo a quella statunitense e anglofona in chiave dialettica e comparativa.